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Obiettivo fondamentale del ministero della Gioventù è quello di promuovere una autentica rivoluzione del merito. Si parla molto di merito di questi tempi, ma io credo che ridare centralità alla meritocrazia non significhi altro che abbattere delle barriere. Dal '68 in poi l'egualitarismo ideologico ha imposto che, pur partendo da situazioni diverse, tutti dovessero raggiungere lo stesso obiettivo. Noi, invece, vogliamo fornire a tutti le stesse opportunità di partenza, indipendentemente da censo, età, sesso, e consentire a ciascuno di misurarsi. Vogliamo aprire per tutti un metaforico cancello di ingresso verso il futuro e le proprie aspirazioni, lasciare che il talento, l'applicazione, l'impegno, la serietà e, più in generale, i valori positivi, facciano la differenza.

Uguaglianza per dare a tutti la capacità di competere grazie al proprio estro e alla propria voglia di realizzare i sogni, senza privilegi di sorta o posizioni di rendita. E quindi concedere, per chi saprà impegnarsi, il gusto dolce della vittoria, e non il sapore insipido di un traguardo scontato e, spesso, insoddisfacente.

Sono molti i problemi e le sfide che i nostri giovani si trovano quotidianamente ad affrontare. Si tratta, in parte, di questioni antiche che hanno conosciuto anche le generazioni precedenti, così come, in una certa misura, di difficoltà connesse con l'evoluzione dell'economia e della società e, pertanto, presenti in gran parte dei Paesi occidentali. Ma esiste anche una componente specificatamente italiana e attuale del disagio giovanile.

La componente italiana è la mancanza di indipendenza economica e decisionale dei giovani rispetto alla propria famiglia determinata dal ruolo di ammortizzatore sociale che appunto la famiglia ha sempre svolto. Ora, noi vogliamo intervenire a sostegno dei giovani perché, almeno in parte, possano progredire con i loro mezzi. A questo scopo, stiamo lavorando su alcuni provvedimenti.

Prestito d'onore

In primo luogo il tema del prestito d’onore. Il nostro sistema di supporto agli studenti universitari si articola in due tipologie di sostegno: gli interventi monetari costituiti prevalentemente da borse di studio e i servizi come alloggi, mense, etc.
La legge 390/1991 prevede anche lo strumento del prestito d’onore, purtroppo completamente dimenticato, basti pensare che gli interventi per il diritto allo studio che sono stati erogati dagli Enti Regionali e dai Collegi universitari sono stati solamente 250!
Si tratta, allora, di rivitalizzare i prestiti d’onore per gli studenti, intento già espresso dal Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini che condivido pienamente.  
Lo strumento deve funzionare come leva per la responsabilizzazione del giovane, come incentivo a migliori performance nella durata e nel successo degli studi. Il prestito d’onore deve essere pensato come la dovuta evoluzione delle politiche di sostegno, come il completamento del percorso universitario, e come un acceso di qualità alla formazione professionale.

Diamogli Credito (accordo ABI)

Inoltre, è intenzione del ministero della Gioventù, rivisitare  l'accordo stipulato tra l’allora ministro Melandri e l'ABI, conosciuto come "Diamogli credito". Iniziativa lodevole che però, visti i limitati importi erogabili, non rappresenta una efficace soluzione al problema di garantire agli studenti risorse economiche sufficienti per sostenersi nel periodo di apprendimento. E' intenzione del Ministero verificare la praticabilità di rinegoziare questo accordo con gli istituti di credito, affinché i prestiti erogati rappresentino un concreto supporto per gli studi.

Pacchetto Impresa

Detto ciò, si deve rivolgere l'attenzione anche all'imprenditoria giovanile. In Europa, il raggiungimento di un tasso di occupazione più elevato è un obiettivo fondamentale della Strategia di Lisbona, che punta ad aumentare il tasso di partecipazione al lavoro degli stati Membri. Da questo punto di vista l’Italia sembra essere molto indietro soprattutto per quando riguarda la disoccupazione giovanile che da noi è tra le più alte d’Europa. Peggio solo Grecia, Romania e Polonia.

Tra le azioni per combattere la disoccupazione giovanile, il ministero della Gioventù, vuole promuovere tra i giovani anche la cultura d’impresa come possibile alternativa al lavoro dipendente. Numerose ricerche confermano che i giovani decisi ad avviare una impresa hanno degli svantaggi differenziali rispetto ai più anziani: fra questi sempre il credito rappresenta uno dei primi fattori penalizzanti. Il ruolo della educazione non è da meno. I giovani imprenditori giungono sul mercato senza neanche avere un bagaglio di esperienze che possa almeno in parte compensare la carenza di formazione tecnico-professionale alla creazione di impresa.

Per questo motivo occorre vigilare sulle tentazioni di ridurre l’impegno pubblico nella promozione di nuove aziende, soprattutto giovani. Iniziative come quella del cosiddetto “prestito d’onore per l’impresa”, che hanno avuto migliaia di domande ed hanno contribuito a creare migliaia nuove imprese individuali, stanno avendo un grande effetto sulla dinamica imprenditoriale Italiana e soprattutto avranno un forte effetto all’emergere di una nuova cultura economica.

E’, dunque, obiettivo del Ministero promuovere, attraverso il Fondo delle Politiche Giovanili, azioni di supporto allo start-up, sviluppo d’impresa e autoimpiego da attuarsi tramite il coinvolgimento di enti pubblici e privati. In particolare, pensiamo a progetti sperimentali di promozione della cultura d’impresa da realizzare in collaborazione con le Università Italiane, alla possibilità di promuovere di concerto con i ministeri competenti e le organizzazioni imprenditoriali centri che possano offrire consulenza gratuita ai giovani nella fase di start-up e di gestione, e a offrire la possibilità di mettere in contatto il capitale di rischio con i giovani imprenditori.

Tra le iniziative che intendiamo promuovere di concerto con i ministeri competenti, inoltre, c'è la necessità di operare una seria semplificazione della normativa, come quella inserita nella Finanziaria e destinata a favorire la nascita di imprese in un giorno e intendiamo adoperarci per introdurre un regime fiscale agevolato per le società di persone composte da giovani non occupati, come primo passo verso la sperimentazione di un periodo di no-tax per le nuove iniziative imprenditoriali dei giovani.

Valorizzazione e promozione dei giovani talenti

Ma occorre anche investire sulla promozione dei giovani talenti. Non dobbiamo aver paura di scommettere sulla creatività, la forza, l’energia visionaria della gioventù italiana. Dobbiamo offrirle responsabilità e considerazione e pretendere in cambio un contributo decisivo per il progresso del nostro popolo nella storia e nel mondo.

Il talento nella pubblica amministrazione

Sulla scorta delle indicazioni emerse da un libro di successo, intitolato proprio “meritocrazia”, abbiamo concordato con il Ministro Brunetta, l'intenzione di redigere un piano per selezionare i migliori talenti, attirarli nella Pubblica amministrazione e trattenerli offrendo loro delle possibilità di educazione e formazione eccellenti e di avanzamento veloce di carriera.
In sintesi. Il piano che chiameremo “dei mille talenti” potrebbe essere strutturato in diversi programmi, coordinati fra di loro, attraverso la selezione progressiva dei migliori 10, 100 e 1000 giovani laureati italiani, sulla base di un apposito test nazionale. L’obiettivo è quello di realizzare tre gruppi che ricevano adeguate borse di studio e la migliore formazione possibile, per poter essere da subito inseriti nelle amministrazioni centrali e periferiche, nazionali ed internazionali.
Al presidente del consiglio dovrebbe essere data infine la possibilità di creare tra i dirigenti selezionati attraverso i tre programmi, una propria task force di giovani talenti di cui servirsi per la soluzione delle emergenze.

Gli ordini professionali

Riguardo agli ordini professionali, invece, credo che non si possa prescindere da un obiettivo preminente. Quello di armonizzare la normativa europea in materia di accesso alla libera professione, evitando che tra nazioni appartenenti alla Ue vi siano macroscopiche differenze, tali da penalizzare i nostri giovani in un ambito lavorativo che non ha più l’estensione di un tempo, ma quella di un intero continente.

I giovani artisti

Personalmente, ritengo che nella produzione artistica di una nazione non vi sia soltanto lo sprigionarsi individuale di pensieri ed emozioni, ma anche la rappresentazione autentica di un popolo. Chi conosce questa generazione sa che, se gliene verrà data l’opportunità, può fare grandi cose in ambito artistico e rendere fiera l’Italia negli anni che verranno. Certo le forme d’arte si evolvono ed ogni epoca ne apprezza alcune più di altre. Penso al cinema per esempio o alla musica leggera, ma credo anche che la sensibilità dello spirito giovanile possa esprimersi con ogni mezzo artistico, anche il più antico.

In tema di promozione dei giovani talenti, uno degli ambiti più affascinanti è certamente quello artistico. Chi conosce un po' questa generazione sa che se gliene verrà data l’opportunità, può fare grandi cose e rendere fiera l’Italia negli anni che verranno. Certo le forme d’arte si evolvono ed ogni epoca ne apprezza alcune più di altre. Per questo, di concerto con il ministro della Cultura, On. Sandro Bondi, abbiamo già ragionato sulla possibilità di dare vita ad un concorso nazionale per giovani artisti che riguardi le arti figurative, ma senza escludere le nuove forme di espressione.

Compito del ministero che ho l’onore di guidare è quello di dare impulso al talento dei giovani italiani attraverso iniziative di prestigio e di rilevanza internazionale. Ci adopereremo per realizzarle, per promuovere attivamente la formazione, l’esercizio e l’esposizione del loro genio. Lo faremo con appuntamenti annuali, settoriali ed omnicomprensivi, partecipati dal basso attraverso una selezione trasparente e diffusa. 

Ad affiancare tutto ciò, abbiamo però anche intenzione di portare avanti una attività volta a favorire i maggiori fruitori di una delle arti più amate. Mi riferisco alla musica.  Attualmente, l’imposta sul valore aggiunto dei cd musicali è fissata al 20%, mentre l’IVA su tutti gli altri  prodotti di carattere culturale è al 4%. So di non poter prescindere dalla legislazione comunitaria in materia di imposta sul valore aggiunto, ma ritengo che si possa portare all’attenzione di Bruxelles la proposta italiana di uniformare l’Iva sui prodotti musicali a quella degli altri prodotti culturali.

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