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Corrispondenza tra elettorato attivo e passivo

Occorre combattere la gerontocrazia presente a tutti i livelli della nostra società, a cominciare dalla politica.
In quest’ottica, c’è una vecchia battaglia che ho condiviso con il precedente ministro per le Politiche giovanili e che intendo portare a compimento. Mi riferisco alla mancata  corrispondenza anagrafica tra elettorato attivo e passivo nelle elezioni di Camera e Senato. Se un giovane viene ritenuto dalla legge capace di scegliere tra le diverse opzioni politiche, allora lo si deve considerare anche in grado di essere scelto per rappresentare quelle stesse opzioni politiche. Si tratta di una modifica costituzionale trasversalmente condivisa che mi piacerebbe vedere realizzata in questa XVI legislatura.

Le Comunità Giovanili

Rientrano nel tema del protagonismo generazionale anche gli spazi d’aggregazione,  luoghi in cui i giovani possono esprimere liberamente la propria personalità, maturare delle attitudini artistiche, socializzare, formare e confrontare le proprie opinioni. Nulla del genere esiste oggi in Italia.

Innanzitutto, mi rendo disponibile a collaborare con il ministro dell’Istruzione, On. Maria Stella Gelmini, per dare piena attuazione al Dpr. 567 che stabilisce l’apertura pomeridiana delle scuole per attività autogestite dagli studenti. Ma credo che in aggiunta a questo sia arrivato il tempo di procedere ad una piccola grande rivoluzione nell’ambito dell’aggregazione giovanile.

Con la legge regionale n°6 del 1999, il Consiglio Regionale del Lazio, su proposta dell'On. Fabio Rampelli, approvò all’unanimità l’istituzione delle Comunità Giovanili. La giunta laziale ha inteso sostenere la creazione di luoghi in cui i ragazzi fossero liberi di fare musica, teatro, cinema, organizzare convegni, realizzare mostre fotografiche, leggere libri e giornali, navigare su internet, svolgere corsi di ogni genere, fare sport, e naturalmente divertirsi.

Le Cg possono essere promosse da privati e da enti locali, ma devono mantenere alcuni requisiti essenziali: la perfetta democraticità nell’accesso alle cariche della Comunità Giovanile, l’elettività delle cariche tra i soci in regola con l’iscrizione, la trasparenza del bilancio, l’assenza di qualunque discriminazione sociale, politica, etnica o religiosa al suo interno, la finalità di favorire attività artistiche, sociali, ludiche, sportive, culturali per la corretta formazione delle coscienze tra le nuove generazioni. Altri requisiti dovrebbero essere scontati ma per evitare malintesi li accennerò comunque: le Cg sono luoghi nei quali non si pratica violenza, non si predica l’odio politico, non si fa uso di droghe.

E’ mia intenzione dare ulteriore impulso alla gemmazione di tali enti su tutto il territorio nazionale, provvedendo a colmare il vuoto normativo sulla figura giuridica delle Cg, così come già previsto da alcune proposte di legge attualmente al vaglio del parlamento.

Attraverso l’uso di un apposito Fondo statale destinato a finanziare parte delle attività annualmente svolte dalle Cg, intendo sostenere, in virtù delle risorse disponibili, la loro creazione e le migliori iniziative prodotte. Per questo immagino la realizzazione di un Osservatorio nazionale in grado di valutare con serietà e precisione il complesso delle attività

Il sito internet del Ministero

L’unico luogo in cui oggi la gioventù si trova a recitare un ruolo di assoluto protagonismo è proprio quello che non c’è, nel senso che non si tratta di un luogo fisico ma virtuale. Eppure la rete internet è sempre più il territorio delle principali relazioni politiche, economiche e sociali.

Per questo il sito del ministero della Gioventù non può essere una semplice vetrina, ma il portale di accesso a una lunga serie di informazioni e servizi destinati ai giovani. Collegandosi al sito istituzionale, deve essere possibile partecipare a un sistema di effettiva interazione tra l'istituzione e gli utenti. Intendo dedicare ogni mese l’home page del sito ad un tema sociale di particolare rilevanza e intorno all’argomento sviluppare iniziative di varia natura.

Anche attraverso il nuovo sito internet mi adopererò per realizzare una sorta di rivoluzione orizzontale in cui il rapporto tra giovani e istituzione possa essere ridefinito e migliorato sensibilmente.

Approfitto di questo argomento per accennare a un’altra delle missioni del Ministero già individuate dal ministro Melandri: il divario digitale, ovvero la mancanza di accesso alle nuove tecnologie informatiche e di comunicazione. E’ un problema anche sociale che presenta diverse sfaccettature, sul quale il Ministero intende adoperarsi di concerto con gli altri dicasteri competenti al fine di offrire soluzioni efficaci e praticabili.

Dare ordine alle varie forme di rappresentanza e rapporti con gli Enti Locali

Dare impulso e organizzazione al protagonismo generazionale significa anche coinvolgere nell’attività del Ministero le associazioni giovanili più rappresentative. Mi riferisco a tutte le organizzazioni che operano nel mondo del volontariato nazionale e internazionale, a quelle che raccolgono istanze ispirate dalla religione o dalla partecipazione civile. Non penso di accordare loro un privilegio coinvolgendole nella programmazione e nella realizzazione delle iniziative del Ministero, credo piuttosto di avvalermi di un contributo prezioso, in assenza del quale ogni mio sforzo istituzionale resterebbe privo di reale efficacia.

Mi impegno in un confronto periodico non soltanto con tutti voi, come è ovvio e scontato che sia, non solo con le associazioni giovanili a cui ho appena accennato, peraltro largamente ricomprese all’interno del Forum dei giovani, ma anche con le rappresentanze giovanili dei partiti presenti o assenti dal parlamento purché sufficientemente significative.
Per storia personale, e per sincera convinzione, credo che l’elaborazione culturale concepita all’interno delle formazioni politiche italiane, e in particolare nei movimenti giovanili, possa contribuire al buon funzionamento dell’azione di governo.

Un capitolo a parte è quello relativo alla costituzione, alla nascita e al riconoscimento del Consiglio Nazionale della Gioventù come interlocutore ufficiale del Governo, del Parlamento e delle altre organizzazioni sociali ed economiche, per dare voce ai giovani su tutti i temi che li riguardano da vicino. Una iniziativa sulla quale lavorare partendo dal Forum Nazionale dei Giovani con il quale ho già avviato un confronto proficuo.

Ritengo di dover offrire spazi politici adeguati anche a tutti gli organismi di rappresentanza istituzionale distribuiti in maniera spesso affollata e disomogenea negli enti locali di tutta Italia. Mi riferisco alle consulte giovanili e ai consigli comunali dei giovani, fino alle varie rappresentanze dell’Anci.

Dopo aver avuto un primo approccio con i progetti  e le convenzioni che legano il Ministero con gli enti locali (comuni, province e regioni) ritengo che la necessità più evidente sia quella di fare il punto sulle varie sperimentazioni, perché proprio di sperimentazioni bisogna parlare dal momento che molti di questi progetti sono arrivati a mala pena alla fase dei bandi.

Ho già potuto osservare differenze sensibili nella maniera in cui gli enti locali hanno capitalizzato le possibilità offerte dai Piani Locali Giovani. Infatti, mentre alcuni hanno creato qualcosa di duraturo, altri hanno preferito la strada dei finanziamenti “spot”. Il Ministero per il futuro intende favorire le iniziative finalizzate a interventi di tipo strutturale e, a tal fine, porre vincoli stringenti ai progetti e ai bandi che verranno posti in essere.

Per quanto riguarda la rete degli “informagiovani” realizzata dall’ANCI considero fondamentale l’attivazione di una piattaforma comune ai 1219 sportelli sparsi in tutta Italia, e ritengo utile costruire un’integrata azione di sistema destinata ad aiutare le strutture presenti sul territorio nazionale definendone linee guida, standard di qualità e modalità operative innovative.

Scambi internazionali e rapporto con gli organismi europei

Inoltre, la promozione del dialogo interculturale tra le nuove generazioni rimane uno degli obiettivi principali delle politiche giovanili del governo italiano.

Le nuove generazioni sono, e saranno, quelle su cui graverà la costruzione di un futuro di pace e di rispetto tra i popoli. La conoscenza delle varie culture è dunque una occasione unica per i giovani italiani troppo spesso isolati, rispetto ai colleghi europei, dal contesto internazionale. Il facile accesso a una mobilità “low cost” rappresenta una delle caratteristiche più avvincenti di questa epoca e i nostri giovani non possono restarne esclusi.

L’azione comune con gli organismi europei preposti deve essere volta allo sviluppo concreto di esperienze formative sempre più valide e settoriali, per raggiungere l’obiettivo di abbassare sempre più l’età in cui i nostri ragazzi iniziano il loro percorso di formazione non accademico.

Per quanto riguarda l’Agenzia Nazionale Giovani, istituita dopo l’attivazione del programma comunitario "Gioventù in azione", intendiamo prima di tutto adoperarci per un monitoraggio sui risultati conseguiti in questi primi mesi di attività. Come sapete, l’Agenzia è stata istituita dall’Italia con un forte ritardo rispetto ai tempi che ci erano stati indicati  dall’UE, il rischio è di perdere, come avvenuto in passato, opportunità importanti e fondi cospicui messi a disposizione dall’Europa. Il Ministero vigilerà affinché questo non avvenga e si adopererà perché l’ANG risulti un interlocutore credibile tra i giovani italiani e l’Unione Europea.  

Le strutture organizzate e capillari collegate al programma Gioventù in Azione – penso  alla  rete Eurodesk che vanta 111 punti locali decentrati in Italia, e che offre informazione e orientamento circa i programmi comunitari rivolti ai giovani – saranno invece inserite in un network nazionale che riguarderà tutte le strutture capaci di interfacciarsi con i giovani, promuovendo a vario livello la cittadinanza attiva.

Una delle iniziative su cui si è maggiormente spesa l’On. Melandri, infine, è stata l’istituzione della consulta interreligiosa, un’esperienza di dialogo e comprensione che, seppure sottoposta a verifica, deve certamente proseguire.

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